
FIRMA ANCHE TU PER
DARE UN
FUTURO AL SERVIZIO CIVILE
Campagna
di mobilitazione per difendere e rilanciare il Servizio Civile
Nazionale
ISTRUZIONI
E’ stata attivata una petizione
per la raccolta firme in favore della campagna sul sito
www.firmiamo.it
che è raggiungibile all’indirizzo
www.firmiamo.it/scn
Tutti i soci Cnesc e tutte le
organizzazioni che aderiranno alla campagna pubblicizzano l’iniziativa
sul loro sito internet e promuovono la raccolta firme.
La campagna è rivolta a tutti i
cittadini che sottoscrivono la loro adesione alla campagna direttamente
sul sito
www.firmiamo.it/scn,
dove viene chiesto l’inserimento del nome, cognome, cap (per
individuarne la provenienza geografica) ed email (indirizzo sul quale
riceveranno una email con la loro sottoscrizione).
Le organizzazioni che intendono
effettuare la raccolta firme in occasione di feste, convegni, ecc., ma
non hanno la possibilità, in quel momento, del collegamento internet,
possono raccogliere le firme su carta (vedi scheda allegata) avendo
cura, in questo caso, di farsi rilasciare anche gli estremi del
documento di riconoscimento. Le stesse organizzazioni provvederanno poi
a registrare le adesioni on-line.
Il Servizio Civile Nazionale è un bene
del Paese
Il Servizio
Civile Nazionale, su base volontaria, dopo il successo iniziale, da
qualche anno è entrato in crisi per la sovrapposizione di finalità e
modalità di attuazione fra di loro contraddittorie, generando confusione
fra i giovani, le organizzazioni, le istituzioni. I tagli alle risorse
economiche decisi dal Governo Berlusconi per il triennio 2009-2011 ne
mettono in crisi anche l’operatività. Nel 2009 su 100.000 posti
richiesti solo 25.000 sono stati finanziati, il numero più basso dal
2003.
Il SCN
italiano può uscire da questa crisi se definiamo la sua collocazione
nell’Italia del XXI secolo che tutti insieme vogliamo costruire, facendo
tesoro del suo passato, iniziato nel 1972 ma guardando molto al futuro.
Il nostro
Paese ha di fronte a sé alcune sfide che segneranno la nostra vita e
soprattutto quella dei nostri figli e nipoti.
Far diventare
l’Italia un paese che valorizza i giovani, investendo sulla loro
educazione civica e la loro formazione pratica, per renderli persone
autorevoli, non autoritarie.
Far diventare
l’Italia un Paese di Pace, consapevoli che la pace e la guerra,
il benessere e la povertà, la giustizia e l’esclusione, la sicurezza e
la sopraffazione non hanno i soli confini fra gli Stati, ma attraversano
le comunità locali e i popoli.
Far diventare
l’Italia un Paese che costruisce la giustizia sociale con
istituzioni pubbliche autorevoli, che valorizzano gli impieghi delle
tasse dei cittadini e con un terzo settore partner per le politiche di
legalità, socialità e inclusione, condizioni essenziali per lo sviluppo
economico.
In questo
futuro si iscrive il Servizio Civile Nazionale che vogliamo, su base
volontaria, rivolto a tutti i giovani cittadini che vivono stabilmente
nel nostro Paese o che da altri Paesi vogliono partecipare, in
condizioni di reciprocità.
Un Servizio
Civile Nazionale che mette al centro delle attenzioni e degli obiettivi
la crescita dei valori e delle capacità dei giovani, facendo le
organizzazioni strumento di questa strategia educativa, attraverso
concreti progetti di efficace intervento sociale.
Quindi un
Servizio Civile Nazionale che abbia come finalità l’adempimento da parte
dei giovani del diritto/dovere di promuovere la pace difendendo in modo
nonviolento il nostro Paese e del diritto/dovere di partecipare
consapevolmente alla vita pubblica, facendo della cittadinanza
un’esperienza effettiva.
Per
realizzare questo ognuno deve fare la sua parte.
Allo
Stato Italiano, cui compete la
tutela della pace e della sicurezza, chiediamo, attraverso un primo atto
legislativo di riforma dell’attuale legislazione, di:
-
stabilire le finalità uniche di questo Istituto repubblicano, vincolando
ad esse l’approccio delle organizzazioni, la realizzazione dei progetti
e l’offerta formativa;
-
fissare nella legge il numero minimo di giovani che con i fondi statali
ogni anno possono partecipare a questo diritto/dovere, che per i
firmatari è di almeno 40.000;
-
di rinnovare gli strumenti attuativi finora messi in campo, a cominciare
dall’UNSC, affinchè divengano davvero strumenti al servizio dei giovani
e delle organizzazioni per la realizzazione delle finalità indicate;
-
di compiere tutti gli sforzi possibili perché le Regioni e Province
Autonome collaborino alla realizzazione di queste finalità.
Alle
organizzazioni chiediamo di:
-
impegnarsi, investire, interpretare le finalità ultime del Servizio
Civile Nazionale, non usandolo esclusivamente come una fonte a cui
attingere giovani da impiegare nelle proprie attività, perché le fonti,
come si sa, se non vengono alimentate si prosciugano;
-
fare investimenti, liberamente decisi, nella formazione del proprio
personale e nella rendicontazione dei risultati ottenuti.
Ai
giovani chiediamo di:
-
impegnarsi nella battaglia per salvaguardare questo straordinario
esercizio di cittadinanza attiva che dovrebbe essere una naturale
esperienza di vita per le generazioni a venire;
-
impegnarsi nell’anno di Servizio Civile Nazionale condividendo anche la
fatica dei momenti difficili come quello che stiamo vivendo;
Le
organizzazioni e le persone promotrici chiedono al
Presidente del Consiglio dei Ministri un impegno concreto in questa
direzione, attraverso:
- il
sollecito invio al Parlamento di una proposta che avvii la necessaria
riforma della legislazione in vigore;
- lo
stanziamento per il 2009 di un finanziamento straordinario che permetta
l’avvio di altri 10.000 giovani oltre i 25.000 già programmati e che dal
2010 porti l’Italia ad essere un Paese che valorizzi almeno 40.000
giovani all’anno nella costruzione comune fra le generazioni, fra le
istituzioni e la società civile organizzata di un futuro di pace, di
impegno civico e di giustizia sociale.
Alle forze
politiche presenti in Parlamento chiediamo un impegno alla discussione
delle varie proposte di riforma in tempi rapidi per concorrere a dare
una prospettiva positiva al Servizio Civile Nazionale.